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A cosa serve l’arte?

octobre 15, 2016

Conferenza d’apertura di ArtVerona.

Moderatrice: Catterina Seia in dialogo con Anna Somers Cocks – The Art Newspaper

Partecipanti: Andrea Bruciati, Antonio Coppola, Andrea Galvani, Barbara Polla

A me, Barbara Polla, serve l’arte in primo luogo come una sorta di cassetta degli attrezzi per tentare di comprendere il mondo. Io amo l’arte per questo, mi fa pensare, mette in discussione la mia visione, continuamente.

E da sempre anima la mia curiosità.
Tenta di capire il corpo: la medicina (e lo anima un po’.)
Tenta di comprendere i meccanismi intimi della vita: la ricerca biomedicale – sui sistemi di stress attraverso l’evoluzione.
Tenta di comprendere il corpo sociale: la politica…

Ma anche anima il sentimento naïf del potere, anche in maniera minima, contribuisce a migliorare il mondo – renderlo migliore, più bello…

Con la medicina: ci si occupa di un paziente alla volta
Con la ricerca: si scoprono o inventano nuovi approcci terapeutici
Con la politica…

Oggi, l’arte e la cultura mi sembrano, in ogni caso nelle mie mani, come miglior mezzo per abbattere i muri, inizialmente in noi stessi: perché tutti gli artisti, per creare, devono cominciare ad abbattere i muri nel loro cervello – ciò permette anche di abbattere i muri tra le culture e di lavorare e di vivere in un mondo e su un mondo inclusivo – e non esclusivo. Ogni muro che abbattiamo crea un ponte… la cultura, l’interculturalità, il trapianto e la reciprocità culturale sono oggi forse, più che mai, essenziali per la sopravvivenza del nostro mondo. Abbattere i muri, nelle nostre teste, i muri della prigione, e tra i popoli.

L’arte serve anche, secondo le tesi del filosofo americano John Dewey (L’arte come esperienza, 1934), a creare addirittura le basi della democrazia. Perché come credere nella democrazia – un sistema dove ogni voce, la mia per esempio, conta realmente – se non abbiamo una’immaginazione ben sviluppata? E come sviluppare l’immaginazione dei bambini, se non attraverso l’arte? John Dewey basa la democrazia sull’educazione dei bambini, di tutti i bambini, all’arte. Io includerei gli adulti

E poi l’arte serve alla bellezza: “La bellezza salverà il mondo” (Dostoevskij). E al movimento: l’arte che preferisco è quella che mi emoziona. Quello che mi emoziona mi muove…

E l’arte serve a sopravvivere. Pascal Quignard dice: “ Gli artisti sono degli assassini della morte”. L’arte ci confronta continuamente con la finitudine della nostra condizione umana – e cerca di andare aldilà, d mantenere l’Homo erectus, uomo e donna.

E forse l’arte non serve a niente – a nient’altro che a se stessa. Come la vita è la sola ragione di vivere.

E perché Art Verona?

Perché questa fiera provinciale, nella città storica di Verona, diretta da un curatore di mostre con il suo team appassionato, riesce a mantenere questo equilibrio necessario, fragile, sottile, tra la necessaria economia dell’arte (necessaria per gli artisti e tutti quelli che vivono dell’arte in una maniera o nell’altra) e il valore aggiunto culturale della’arte. C’e la fiera, ci sono delle esposizioni magnifiche in città, come Il flauto magico. Incantevole

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©Robert Montgomery

Pour le texte en français, cliquer ici.

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